
Sigmund Freud ha incluso l’educare tra i mestieri impossibili dell’essere umano e per tale ragione la genitorialità è tutt’altro che semplice. Già il desiderio di un figlio può mettere in gioco affetti intensi che possono trasformare la coppia e la persona stessa; la gravidanza per una madre non è sempre semplice includendo cambiamenti del corpo e del senso di responsabilità. Ogni fase dello sviluppo del figlio può portare la coppia a vivere momenti di fragilità individuale e nella relazione. I figli sono spesso soggetti su cui i genitori depositano i propri desideri, in cui rivedono parti di sé amate e inaccettate e che dicono qualcosa della coppia, almeno fino alla preadolescenza. Lo sviluppo puberale, con l’arrivo delle modificazioni corporee indotte dal cambio ormonale genera ulteriori pensieri nel genitore. La parte del figlio che necessita di autonomia impone un distacco: il genitore non è più il punto di riferimento del figlio in quanto al suo posto arriva il gruppo degli amici. Le successive scelte, così come i compiti evolutivi dei figli impongono ai genitori cambi di prospettiva che possono trovarli impreparati.
Nei casi di separazione la genitorialità può subire ulteriori difficoltà perché si tratta di saper sostenere l’assenza del figlio, di pensarlo con altre persone quando uno dei due coniugi si è ricostruito una vita sentimentale.
Per ultimo sempre più figli decidono di interrompere la relazione con un genitore generando malessere che possono prendere la forma di sensi di colpa, rabbia, senso di ingiustizia che necessitano di uno spazio per essere rielaborati.
Dott.ssa Denise Pantuso
Psicologa Psicoterapeuta - Poppi (AR)
